Nasce nel dicembre ‘97 con la rassegna multimediale “Clochard e Mosaïque” - Starhotel Savoia Excelsior di Trieste. All’intuizione iniziale di dar vita all’autorappresentazione teatrale, realizzata attraverso una sequenza fotografica, si aggiunge istantaneamente l’idea dell’aggiunta didascalica, in qualità di veicolo rafforzativo ed esemplificativo della tematica proposta. Il Fototeatro viene presentato come una mostra di quadri in cui antefatti e didascalia supportano il messaggio complessivo. Le prime rappresentazioni verranno affidate alle riprese fotografiche di Grazia Semeraro che assumerà, successivamente, anche ruoli di regia.

 

 

 

Il  Fototeatro  Didascalico  ha  così  origine:

 

 

   

    dall'approvazione del concetto circolare di Unità tra Uomo, Evento e Natura originato  da un centro di irradiazione unica.

 

    dalla necessità del recupero di una cultura teatrale classica; (anticipazione nell'antefatto.      Riferimento ai concetti di: "Pietà" e "Catarsi". Fusione di elementi tragici e poetici).

 

dall'uso garantito del mezzo fotografico in arte.

 

 

dalla convinzione che la fotografia non è statica, bensì dinamica, all'atto in cui agisce nel fruitore.

 

 

dalla volontà di ripristinare l'uso ed il senso della parola scritta.

 

 

dall'esigenza di ritrovare nei predetti mezzi comunicativi una Sintesi unica.

 

 

dalla determinazione che l'azione teatrale non può ridursi alla mera interpretazione di una sceneggiatura , di cui non si sia colto il senso più profondo.

 

 

dall'intuizione che solo attraverso la ricerca interiore, lo studio e la conseguente comprensione dei temi, il Fototeatro potrà garantire una comunicazione chiara e precisa.

 

 

dall'eliminazione, attraverso un percorso fotografico e didascalico, di possibili interpretazioni di significati non voluti dagli artisti(la didascalia, infatti, ha il compito di pilotare con precisione il fruitore delle opere, nella lettura d'assieme).

 

 

dalla speranza che, in futuro, l'artista possa porsi in condizione di dare spiegazioni della propria arte, attraverso un percorso, di cui egli stesso potrà rendersi soggetto ed oggetto al tempo stesso.

 

 

 


 

 

 

 

 

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